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Kirandeep Kaur scomparsa martedì 12 novembre 2013 quando è uscita un'ora prima da scuola per non fare però più ritorno a casa

BERGAMO - Paura e tensione nel bergamasco per la scomparsa di una 16enne. Kirandeep Kaur sarebbe scomparsa martedì quando è uscita un'ora prima da scuola per non fare però più ritorno a casa.
07:55 | 0 commenti | Continua a Leggere

Giulio Amighetti 25 anni esce con la bici e non torna più a casa

BERGAMO - I soccorsi del 118 sono in azione sul territorio di Bergamo, alla ricerca di un ragazzo di 25 anni, Giulio Amighetti, che ieri pomeriggio era uscito di casa per fare un'escursione con la mountain bike, ma non è più rientrato. Le ricerche sono concentrate dalle prime ore di oggi nella zona di Costa Volpino (Bergamo), in un'area impervia: il venticinquenne era uscito alle 17 di ieri, da solo, dicendo che sarebbe tornato dopo alcune ore. Oltre alle delegazioni bergamasca e bresciana del Soccorso alpino e al 118, sul posto sono intervenuti alle ricerche anche la polizia locale, i vigili del fuoco e alcuni volontari del paese. Ritrovato morto: Leggi la notizia
08:09 | 0 commenti | Continua a Leggere

, Jonathan Lana, è fuggito dalla sua casa a Boltiere (Bergamo)


BERGAMO - Un ragazzino di soli 14 anni, Jonathan Lana, è fuggito dalla sua casa a Boltiere (Bergamo), probabilmente per incontrare una coetanea toscana conosciuta su Facebook. I due ragazzini sarebbero stati visti a Milano ieri sera, mentre i genitori di entrambi hanno lanciato un appello affinchè i figli tornino a casa al più presto. I carabinieri che stanno indagando sulla vicenda, sono quasi certi che si tratta di un allontanamento volontario. Lo studente se ne sarebbe andato per incontrare Maria, una ragazzina, sua coetanea, di Montecatini Terme (Pistoia), che aveva conosciuto qualche tempo fa sul social network. Anche di lei si sono perse le tracce giovedì mattina, quando è uscita di casa per andare a scuola. Le ricerche dei due ragazzi si stanno concentrando in queste ore a Milano, dove sarebbero stati visti insieme nella giornata di ieri
16:17 | 0 commenti | Continua a Leggere

È finita dopo meno di 48 ore la fuga di Marco Locatelli, il bergamasco di 20 anni


BERGAMO 07 marzo 2011È finita dopo meno di 48 ore la fuga di Marco Locatelli, il bergamasco di 20 anni residente a Brembilla (Bergamo), cui non si avevano più notizie da sabato sera. Il giovane è stato trovato poco dopo le 17 a Zogno (Bergamo), dai carabinieri che lo stavano cercando ormai da due giorni. Il ragazzo è in buone condizioni di salute ed è già con i suoi genitori. Ancora non si sa dove abbia trascorso le ultime due notti. Nelle prossime ore il giovane sarà ascoltato dai carabinieri, per via del colpo di fucile che sabato notte ha esploso contro l'abitazione di una donna di 35 anni, sposata, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale. Sarebbe questo, tra l'altro, il motivo per cui non ha più fatto ritorno a casa.
09:42 | 0 commenti | Continua a Leggere

Sono state estese oltre la provincia di Torino le ricerche di Daniel Busetti, il ragazzo di 20 anni scomparso da otto giorni da Martinengo


IVREA (TORINO) - Sono state estese oltre la provincia di Torino le ricerche di Daniel Busetti, il ragazzo di 20 anni scomparso da otto giorni da Martinengo (Bergamo), dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale. Forze dell'ordine e volontari hanno perlustrato boschi e campagne nei comuni del Canavese intorno a Ivrea (Torino), nei pressi del lago di Viverone (Biella) e anche a Santhià (Vercelli). Si stanno passando al setaccio i luoghi dove il giovane potrebbe essere passato per un eventuale ritorno a casa.

RICERCHE SENZA ESITO. Nei giorni scorsi sono state controllate vaste zone sui monti della Valchiusella e sono state scandagliate le acque del torrente Chiusella, dopo il ritrovamento di un giubbotto e di un paio di scarpe sulla riva. Venerdì scorso il padre di Daniel, Pasquale, e il fratello più piccolo, che da giorni sono ospiti della Federazione dei Damanhur a Vidracco (Torino), hanno lanciato un disperato appello invitando il ragazzo a tornare a casa.
02:59 | 0 commenti | Continua a Leggere

Facebook piange la morte di Yara


BERGAMO 26 2011Su Facebook era nato il gruppo per ritrovarla il più presto possibile. Su Facebook migliaia di persone ora stanno piangendo la morte di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre. E anche quando era stato imposto il silenzio stampa, quando giornali e tv avevano spento i riflettori sulla storia, quasi 50mila persone iscritte al "Gruppo per trovare Yara Gambirasio" ogni giorno si ritrovavano per augurarsi un lieto fine.

Ma la vita della piccola Yara non è una favola. Ora che il corpo è stato trovato, ora che gli inquirenti hanno accertato che è il suo il cadavere rinvenuto per caso nelle campagne Chignolo, è il momento delle lacrime. "Addio piccolo angelo", "Riposa in pace", si legge tra i commenti sul social network. Ma i pensieri di chi per tre mesi ha tenuto viva la speranza vanno anche ai suoi familiari: "Sarà un duro colpo per i suoi fratelli", "Un abbraccio ai genitori". Per chi ha compiuto quel terribile gesto la condanna è unanime, i toni a volte diventano duri, comprensibilmente: "Che possiate passare le pene dell'inferno", "Maledetti assassini".
13:59 | 0 commenti | Continua a Leggere

BERGAMO, ANSIA PER DANIEL:

BERGAMO 23 FEBBRAIO 2011 Lo cercano lungo il greto del torrente Chiusella a Baldissero Canavese (Torino) Daniel Busetti, il 20enne che da sabato sera è scomparso da Martinengo (Bergamo) dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale. Lungo in greto sono state trovate le sue scarpe e le sue calze, quindi il sospetto è che si sia gettato in acqua. Una dozzina di uomini della protezione civile, assieme a vigili del fuoco e carabinieri, stanno battendo le rive partendo dal campo volo fino ad arrivare alla diga. «Le ricerche si sono concentrate lungo le acque dopo che, ieri sera, vicino al greto del fiume sono state trovate le scarpe e le calze e quindi - dicono i volontari - esiste il rischio che possa essersi gettato in acqua». Con loro a cercarlo anche il padre e il fratello che da lunedì sono ospiti della Federazione dei Damanhur, la comunità spirituale che ha sede a Vidracco, nel canavese. A Damanhur lunedì sera si è avvicinato anche Daniel. Era visibilmente impaurito.«Ho avuto un incidente - ha detto Daniel - sono scappato, ho avuto paura, ma voglio tornare a casa». Il tempo da parte degli esponenti di Damanhur di offirgli aiuto e lui è di nuovo scomparso. Una cinquantina tra carabinieri, vigili del fuoco e volontari della protezione civile lo stanno cercando.
01 Marzo daniel è morto Leggi l'articolo
08:53 | 0 commenti | Continua a Leggere

«Ho avuto un incidente, sono scappato, ho avuto paura, ma voglio tornare a casa»: sono le poche parole che Daniel Busetti


BERGAMO - «Ho avuto un incidente, sono scappato, ho avuto paura, ma voglio tornare a casa»: sono le poche parole che Daniel Busetti, il 20enne di Martinengo (Bergamo) scomparso da sabato sera dopo essere rimasto ferito in un incidente stradale avvenuto nel bergamasco, ha scambiato con i volontari della Federazione di Damanhur, in Valchiusella, nel torinese, che l'hanno avvicinato ieri sera. «Ieri sera due nostri volontari - ha detto la responsabile dell'ufficio stampa della comunità spirituale, Angela Toninelli - l'hanno avvistato vicino alla nostra Contea. A loro si è qualificato, ha detto di aver dormito fuori tutta la notte, ma all'offerta di aiuto è nuovamente scappato via». L'ultimo avvistamento è avvenuto stamattina a Baldissero Canavese (Torino) dove i carabinieri della Compagnia di Ivrea e le squadre delle Protezione Civile hanno concentrato le ricerche. Damanhur da ieri sera sta invece ospitando il padre e il fratello di Daniel Busetti.

L'ultimo avvistamento è avvenuto nella mattinata di martedì 22 febbraio a Baldissero Canavese (Torino) dove i carabinieri della Compagnia di Ivrea e le squadre delle Protezione Civile hanno concentrato le ricerche.

In recedenza Daniel era stato avvistato lunedì sera per la seconda volta a Ivrea: era stato notato verso le 19,30 alla periferia della città piemontese, in una zona di campagna. A vederlo sono stati i carabinieri e il padre (Pasquale Busetti è sul posto con altri familiari per contribuire alle ricerche) che lo hanno chiamato e hanno cercato di raggiungerlo. Quando si è accorto che lo avevano visto, però, il ragazzo ha scavalcato una recinzione ed è fuggito nella boscaglia.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte nella zona collinare e boschiva che circonda la cittadina di Ivrea e, sempre nella serata, una pattuglia del nucleo radiomobilie di Treviglio è stata inviata a casa Busetti per prendere alcuni vestiti di Daniel da portare ai colleghi piemontesi e agevolare le ricerche coi cani, riprese nella mattinata di martedì 22 febbraio. Per ora non ci sono però altre novità nelle indagini. Nella notte, a cercare Daniel, c'erano anche il papà, il fratello 15enne e alcuni zii. La mamma, che in un primo tempo sembrava partisse anche lei per Ivrea, ha deciso di restare a Martinengo, in attesa di novità e magari di una telefonata del figlio.

A indirizzare le ricerche verso il comune torinese era stata la carta d'identità lasciata lunedì mattina dallo stesso ragazzo al pronto soccorso dell'ospedale locale, dove si era recato per farsi medicare alcune ferite, probabilmente le stesse contusioni riportate nell'incidente di sabato.

Domenica sembra che il giovane sia stato visto, poco dopo le 20, anche a Romano di Lombardia, lungo la ex statale Soncinese, mentre camminava sul ciglio della strada. A incrociarlo una coppia di coniugi diretta in auto verso Covo: i due lo avrebbero schivato per poco. Daniel sabato alle 21,15 era uscito di casa in auto per raggiungere con un amico di Marinengo la «Locanda», un locale di Cavernago. Un quarto d'ora dopo, a un incrocio lungo la Soncinese, l'Alfa Mito del giovane si è schiantata con quella che trasportava tre donne. Daniel è uscito illeso dall'abitacolo, ma si è spaventato vedendo feriti il suo amico e le tre occupanti dell'altro veicolo. Per tranquillizzarlo, i presenti gli hanno parlato, facendolo sedere su un muretto. Sembrava essersi calmato, ma poco dopo si è allontanato senza avvisare nessuno. Alle 21,46 ha contattato un'amica quindicenne di Martinengo, scrivendole il messaggio: «Ho fatto un incidente mega galattico. Ti amo. Addio».

Elena Rivola, la mamma di Daniel, ha la forza di lanciare un appello: «Daniel torna a casa, ti aspettiamo a braccia aperte, non devi temere nulla, non è accaduto niente di irreparabile e se pensi che siamo arrabbiati ti sbagli. Cerca di farti vivo, così staremo meglio tutti». Un appello che fa suo anche Daniela Pedroni, amica delle tre donne ferite nell'incidente.
03:01 | 0 commenti | Continua a Leggere

VOLONTARI TROVANO DANIEL BUSSETTI: "HO PAURA". E SCAPPA


BERGAMO 22 febbraio 2011 «Ho avuto un incidente, sono scappato, ho avuto paura, ma voglio tornare a casa»: sono le poche parole che Daniel Busetti, il 20enne di Martinengo (Bergamo) scomparso da sabato sera dopo essere rimasto ferito in un incidente stradale avvenuto nel bergamasco, ha scambiato con i volontari della Federazione di Damanhur, in Valchiusella, nel torinese, che l'hanno avvicinato ieri sera. «Ieri sera due nostri volontari - ha detto la responsabile dell'ufficio stampa della comunità spirituale, Angela Toninelli - l'hanno avvistato vicino alla nostra Contea. A loro si è qualificato, ha detto di aver dormito fuori tutta la notte, ma all'offerta di aiuto è nuovamente scappato via». L'ultimo avvistamento è avvenuto stamattina a Baldissero Canavese (Torino) dove i carabinieri della Compagnia di Ivrea e le squadre delle Protezione Civile hanno concentrato le ricerche. Damanhur da ieri sera sta invece ospitando il padre e il fratello di Daniel Busetti.
01 marzo 2011 Daniel ritrovato morto LEGGI L'ARTICOLO
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Daniel Busetti, 20 anni SCOMPARE DOPO INCIDENTE D'AUTO


BERGAMO - E' giallo nel bergamasco sulla scomparsa di un ventenne di Martinengo (Bergamo), praticamente svanito nel nulla dopo un incidente in auto. La storia di Daniel Busetti, 20 anni, ricorda per alcuni versi quella di Elisa Benedetti, la 25enne morta di freddo a Perugia dopo un incidente. Sceso dall'auto dopo lo scontro, Daniel ha aiutato un amico ad uscire dall'abitacolo, poi, sotto choc, si è allontanato facendo perdere le sue tracce, non prima di inviare un sms ad un'amica, dicendole «Ho fatto un incidente mega galattico. Ti amo. Addio». Le ricerche del giovane, scomparso da sabato sera, proseguono da ieri mattina nei pressi dell'ex statale Soncinese, vicino Cavernago: nell'incidente sono rimaste ferite quattro persone, mentre Daniel ne è uscito praticamente illeso.

Sono riprese lunedì mattina le ricerche del giovane di cui è sparita ogni traccia sabato sera. Da quando, attraverso un sms, ha annunciato di aver fatto un incidente stradale. E' un muratore ventenne di Martinengo, si chiama Daniel Busetti e da poco prima delle dieci di sera di sabato è svanito nel nulla: a quell'ora ha mandato un messaggio a una amica del paese annunciandole: "Ho fatto un incidente mega-galattico. Ti amo. Addio".
Da quel momento più niente, mentre sono iniziate le ricerche che si sono protratte per l'intera giornata di domenica. L'incidente che l'ha visto coinvolto è avvenuto a Cavernago lungo la ex soncinese tra due vetture e Daniel non è rimasto ferito, anzi ha soccorso l'amico che viaggiava con lui. Probabilmente però è rimasto choccato. Ferite leggermente le tre donne che occupavano l'altra auto. Il ventenne stava recandosi in un locale a incontarre gli amici ma lo scontro deve averlo scosso parecchio. Nonostante l'intervento degli amici che hanno cercato di calmarlo, a un certo punto Daniel è sparito senza lasciare traccia.
Carabinieri, in primis quelli di Calcinate, Protezione civile, volontari della Croce Rossa, per l'intera giornata di domenica hanno battuto la zona, insiem anche ai sommozzatori di Treviglio, ai cani della sezione cinofila di Fiorano e a un elicottero dell'Arma: senza esito.
Il giovane indossa un giubbino marron, jeans slavati e un paio di scarponcini beige. Chi avesse notizie è invitato a chiamare i seguenti numeri: 338.6619313 o 0363.904136.
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YARA, C'È UNA TRACCIA: "si cerca il corpo in un bosco del friuli"


C'è una pista che porta a Yara e le ricerche degli inquirenti si stanno concentrando ora in Carnia, nell'alto Friuli a circa 300 km dalla casa di Brembate Sopra. E' quanto riporta oggi "Il Gazzettino". Il corpo della tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso viene cercato da più di 48 ore fra i torrenti in secca e i boschi di una zona defilata.

INFORMAZIONE CONFIDENZIALE A dare avvio a una massiccia operazione per l’individuazione di una presunta salma è stata un’informazione ricevuta in via confidenziale dagli inquirenti che stanno instancabilmente indagando sul caso da quasi due mesi. A coordinare le indagini in zona è il procuratore capo di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore. È lo stesso magistrato, tuttavia, a invitare alla massima prudenza: «Si tratta di una segnalazione non completamente circostanziata ma che ha richiesto in ogni caso un’approfondita verifica». Per questo sono scese in campo tutte le forze disponibili, dal Soccorso alpino della Finanza, ai Carabinieri, alla Polizia, fino ai volontari di Protezione civile e a quelli del Soccorso alpino della zona. Persone che conoscono meglio di chiunque altro l’area da setacciare palmo a palmo. L’informazione confidenziale ha portato a concentrare le ricerche della ragazza nel piccolo borgo di Viaso, una frazione di Socchieve che conta una sessantina di residenti.

PARLA IL SINDACO «Da lì - spiega il sindaco Roberto Fachin - si sale verso una montagna caratterizzata da un territorio piuttosto impervio, l’altura di Col Gentile». Sul monte si può percorrere solo una strada bianca che a un certo punto si interrompe. Poi solo sentieri, per chi li conosce, e poi solo alberi e neve, fino a quota 2010 metri. Un territorio molto esteso da indagare, al confine con i comuni di Ampezzo e di Enemonzo. «Fino ad ora - ha riferito ieri sera il procuratore Buonocore - le ricerche non hanno portato a nulla di concreto».

Ma continuano ancora, perché l’area è vasta e la segnalazione non si può sottovalutare. È la seconda volta che le indagini escono dalla provincia di Bergamo e dalla Lombardia: ai primi di dicembre era stato fermato un giovane marocchino residente a Montebelluna (Treviso), poi scagionato. Il piccolo borgo di Viaso, a circa 70 chilometri a nord di Udine, potrebbe essere stato scelto dai rapitori della 13enne per il suo isolamento. Ma è solo un’ipotesi. Così come quella che porta a pensare a un tentativo finito male di condurla a forza fuori dal territorio italiano attraverso gli ex valichi con la Slovenia o con l’Austria.
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C'è l'ombra di una donna nel mistero della scomparsa della 13enne Yara Gambirasio


C'è l'ombra di una donna nel mistero della scomparsa della 13enne Yara Gambirasio. Ne è sempre più convinto Mario Allocchi, il sensitivo che aveva previsto la tragica fine di Sarah Scazzi e che in passato si è occupato di altri casi di persone scomparse. Dal 26 novembre scorso, giorno in cui la 13enne bergamasca promessa della ginnastica ritmica non è più tornata nella sua casa a Brembate di Sopra, il consulente esoterico continua a occuparsi del caso. «Yara -spiega, interpellato dall'Adnkronos- è stata assassinata». È stato un sequestro «basato sull'inganno e la scaltrezza» di una donna «che ha invitato Yara a salire in macchina». Un incontro, tra vittima e aguzzino, che avviene in palestra. «La piccola conosceva molto bene questa donna e si fidava. Mai e poi mai -sottolinea- avrebbe immaginato che non sarebbe più tornata a casa». Dopo aver usato la tecnica della radioestesia, il 40enne consulente esoterico di Civitavecchia, che aveva annunciato l'estraneità alla vicenda del giovane operaio Mohamed Friki, sostiene con forza la sua tesi e invita gli inquirenti a ripartire dalla palestra. «È qui che la 13enne è stata vista l'ultima volta ed è qui che bisogna ripartire». Non crede alle parole del presunto testimone Enrico Tironi, il quale sarebbe stato sconfessato dai tabulati telefoni, nè all'ipotesi di due uomini. In azione, per Allocchi, c'era una donna. «Nelle mie ricerche viene sempre la carta dell'imperatrice, una donna che -conclude- conosceva Yara».
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Le ricerche di Yara Gambirasio proseguono anche domenica in provincia di Bergamo, all'indomani della lettera anonima


Le ricerche di Yara Gambirasio proseguono anche domenica in provincia di Bergamo, all'indomani della lettera anonima recapitata ieri mattina nella redazione dell'Eco di Bergamo. Le squadre di ricercatori non sono tornati nel cantiere di Mapello dove, secondo il messaggio, si troverebbe il corpo della tredicenne scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre scorso, poichè nelle scorse settimane è già stato perlustrato a fondo dai carabinieri. Le ricerche, rese difficili anche oggi dal maltempo, si sono concentrate invece nel comune di Sorisole (Bergamo), nella zona della Madonna del bosco e ad Ambivere, tra i boschi e i vigneti che sorgono nei pressi del santuario. Al 44esimo giorno di ricerche, però, nessuno ha ancora trovato neppure una minima traccia della piccola Yara.

LA LETTERA «Yara è nel cantiere Mapello. Ho paura». Poche parole, senza la preposizione 'dì tra la parola 'cantierè e 'Mapellò incollate lettera per lettera su un foglio nero formato A4, messo in una busta recapitata questa mattina alla redazione del quotidiano 'L'Eco di Bergamò. Il messaggio anonimo, transitato ieri per il centro di smistamento postale di Milano Borromeo, e subito sequestrato dalla polizia, riporta l'attenzione degli investigatori, che da un mese e mezzo stanno lavorando per riportare a casa Yara Gambirasio, sul cantiere al confine con il comune di Mapello. L'area, che presto ospiterà un nuovo centro commerciale, è uno dei luoghi chiave dell'inchiesta che i carabinieri hanno setacciato a fondo per un paio di settimane, dopo essere stati condotti dal fiuto dei cani, che sembrava avessero fiutato delle tracce della ragazzina. Nulla, però, era stato trovato, neppure dai Ris di Parma. Da giorni il cantiere - lo stesso in cui lavorava il marocchino Mohammed Fikri, arrestato e poi scarcerato perchè risultato estraneo alla vicenda - non era più all'attenzione degli investigatori. Questa mattina alcuni agenti in borghese hanno fatto un sopralluogo ma l'area, hanno spiegato in questura, non sarà, almeno per ora, ispezionata di nuovo, poichè è già stata oggetto di un'attività approfondita da parte dei carabinieri. La lettera recapitata stamani al quotidiano bergamasco è solo l'ultima di una lunga serie di missive anonime, che arrivano ogni giorno alle forze dell'ordine, in Procura e anche alla famiglia Gambirasio, e si dà per scontato che ne arriveranno altre. Una di queste, scritta da una medium e indirizzata alla madre di Yara, era stata intercettata e sequestrata a Genova nel mese di dicembre. Tante segnalazioni anonime, la prima così come tanti sono i veggenti che scrivono o contattano personalmente polizia e carabinieri convinti di poter dare indicazioni per risolvere il caso. Finora, però, nessuno dei trecento medium che si sono fatti vivi, ha saputo fornire alcun elemento utile alle indagini. La lettera arrivata oggi sarà presa in considerazione, dunque, come ogni altra segnalazione e testimonianza. Così come quelle ricorrenti di presunti maniaci, di un fantomatico furgone bianco e le testimonianze di persone che credevano di aver visto qualcosa ma le cui deposizioni non hanno portato a nulla. La verità, però, è che a 43 giorni dalla scomparsa di Yara, sembrano ancora pochi gli elementi in mano agli investigatori. Dopo l'uscita di scena anche dell'unico testimone, Enrico Tironi, che ha sempre affermato di aver visto la tredicenne al momento della scomparsa - i tabulati telefonici hanno accertato che a quell'ora il giovane si trovava a casa di un amico - carabinieri e polizia hanno iniziato a sentire di nuovo un centinaio di persone, tra vicini di casa e conoscenti. Nel frattempo le ricerche proseguono: oggi è tornato in azione il georadar, già utilizzato nel cantiere di Mapello, per scandagliare il sottosuolo nella zona dell'ex colonia elioterapica di Brembate Sopra, mentre altre squadre hanno cercato nei boschi della Maresana, alle porte di Bergamo. Nei prossimi giorni investigatori e volontari si riuniranno in prefettura per fare il punto della situazione sulle ricerche che, dopo sei settimane, non hanno ancora dato alcun frutto.
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Vista l'ultima volta alle 18,42, il cellulare squilla fino alle 19,15


BREMBATE DI SOPRA (19 dicembre) - Sul piatto di queste indagini, alla fine di innumerevoli ed estenuanti aggiustamenti di mira, ci sono oggi 500 testimoni, 15mila telefonate e 33 minuti di buio. Buio totale, il buio di Yara, il buio che portiamo nel cuore per non averla ancora trovata neppure dopo ventidue giorni di ricerche. Ma almeno ora si può circoscrivere in maniera plausibile lo spazio temporale di questo mistero: cosa è capitato a Yara Gambirasio, 13 anni, stella nascente della ginnastica ritmica, tra le 18.42 e le 19.15 del 26 novembre scorso?

Un papà, l’ultimo testimone. Tutti pensavamo di non sapere dove fosse finita Yara dalle sei e mezza in poi, da quando salutò istruttrici e compagne d’allenamento. Invece è spuntato fuori un signore, il papà di una compagna di Yara, l’altra sera a «Quarto Grado» , a dire che lui l’ha vista ancora all’interno del Palazzetto dello Sport di Brembate alle 18.42. Come faccia a ricordare il minuto spaccato forse glielo chiederanno presto gli investigatori. Di fatto, sposta tutto di 12 minuti. E non è poco.

Il messaggio a Martina. E’ alle 18.44, quindi esattamente due minuti dopo, che Yara invia un messaggio alla sua amica Martina, in risposta all’sms ricevuto alle 18.25. Martina voleva sapere l’ora esatta dell’appuntamento di domenica per le gare e Yara gliela fornisce: «Dobbiamo essere lì per le 8». Per giorni e giorni, quel messaggio costituisce un enorme fattore di depistaggio, come se il Caso si divertisse a complicare queste indagini già sfortunate: il telefonino di Yara aggancia Mapello e quindi va a combaciare con le tracce, oggi svanite, rilevate dai cani molecolari. Invece il traffico dei cellulari della zona, in quei minuti, è risultato talmente intenso da costringere la cella di Brembate ad appoggiarsi a quella del paese vicino.

Gli ultimi squilli. I tabulati indicano con discreta certezza che il telefonino di Yara -a parte quell’estemporaneo e fuorviante aggancio a Mapello- non si è mai allontanato da Brembate. Lo dicono alle 18.55 -e siamo già a 13 minuti dall’ultimo momento in cui la ragazzina è stata vista- e lo ripetono addirittura fino alle 19.15, quando la mamma di Yara, Maura, che sta continuando a cercarla, riceve gli ultimi due squilli. E’ la fine dele comunicazioni, da quel momento il cellulare di Yara non dara più risposte e nemmeno tracce.

I due uomini e la Citroen rossa. Li ha visti Enrico Tironi, lo scombinato testimone della prima ora e ha visto anche l’auto, come li ha visti una guardia giurata, come li ha visti un’altra donna mentre litigavano. Tre testimonianze che fra una deposizione e l’altra continuano a mutare di forza e di nitidezza, ma sono pur sempre gli unici tre appigli a cui si possono aggrappare per ora queste indagini. La prima considerazione è che se questi famosi «due uomini» fossero davvero estranei alla scomparsa di Yara si sarebbero già presentati a spiegare tutto. Invece, nulla. La seconda è che in questi 22 giorni non si è trovata in zona una Citroen rossa degna di un sospetto. Possibile?

La speranza nei cellulari. La speranza è che fra le quindicimila telefonate agli atti dell’inchiesta ci siano anche i numeri di chi ha portato via Yara. E’ ovvio che gli esami si stanno restringendo attorno a una cerchia di numeri sensibili, per capire come questi numeri sensibili siano stati utilizzati in quei fatidici 33 minuti. Altrimenti ci sarebbe da immaginare un piano incredibilmente premeditato, con i «due uomini» che si presentano all’appuntamento con Yara senza neppure il cellulare, per eliminare davvero ogni traccia dei loro spostamenti. A Brembate è lecito tutto, anche immaginare questo.
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La mamma e la sorella di Yara Gambirasio saranno ascoltate dai carabinieri.


BREMBATE DI SOPRA (BERGAMO) - La mamma e la sorella di Yara Gambirasio saranno ascoltate dai carabinieri. Maura, la madre della tredicenne scomparsa da Brembate di Sopra lo scorso 26 novembre, è già stata sentita più volte. La sorella Keba, più grande di Yara di due anni, sarà ascoltata per potere chiarire alcuni aspetti di quel giorno in particolare. Ma non solo. La sorella potrebbe conoscere a fondo anche alcuni dettagli delle amicizie della sorella, che potrebbero tornare utili agli inquirenti. Il colloquio con i carabinieri si terrà molto probabilmente nella mattinata di domani. Gli investigatori insisteranno in particolare sul registratore che quel pomeriggio Yara doveva portare in palestra per un saggio di ginnastica ritmica. Era Yara che voleva uscire di casa, con molta insistenza, approfittando di quel registratore da portare in palestra? Così la madre avrebbe dichiarato in un verbale dei carabinieri, nei primi giorni dopo la scomparsa. Oppure era la mamma che all'ultimo minuto aveva detto a Yara di andare in palestra, come è emerso negli ultimi giorni? Aspetti ancora da chiarire. Gli inquirenti da alcuni giorni stanno ascoltando i parenti di Yara, non solo mamma e papà, ma anche zii e cugini. Una zia, in particolare, è stata sentita più volte. La speranza è che qualcuno dei parenti possa fornire un dettaglio utile alle indagini.
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Il sito internet e la pagina Facebook della fondazione elvetica SwissMissing hanno pubblicato oggi l'annuncio di scomparsa di Yara Gambirasio


Il sito internet e la pagina Facebook della fondazione elvetica SwissMissing hanno pubblicato oggi l'annuncio di scomparsa di Yara Gambirasio. Lo riferisce la stampa ticinese online. Il sito specifica che la ricerca della ragazza tredicenne scomparsa da Brembate di Sopra (BG) il 26 novembre è stata estesa al sito svizzero «su specifica richiesta delle autorità di polizia italiane». Il sito prega chiunque potesse avere informazioni utili al suo ritrovamento di contattare SwissMissing oppure direttamente i Carabinieri di Bergamo o la Polizia di Bergamo.

LA MADRE "SPERA ANCORA" È il 24° giorno dalla scomparsa di Yara e di lei nessuna traccia. Le ricerche sono state sospese dopo una giornata in cui le forze dell'ordine e i volontari hanno setacciato nuovamente le rive del fiume Brembo, nei pressi di Brembate Sopra, paesino del bergamasco in cui vive la famiglia della 13enne scomparsa il 26 novembre scorso. Carabinieri e Protezione civile hanno cercato anche nei dintorni dell'ex colonia elioterapica del paese. Polizia e guardia forestale hanno concentrato le loro ricerche nella zona tra Palazzago e Barzana. Proseguono anche le indagini. Gli inquirenti sono alla ricerca di ogni minimo particolare che possa dare una nuova direzione, un'ombra di Yara. La famiglia Gambirasio ha ricevuto la visita del parroco e delle colleghe della madre della ragazzina, Maura. Le amiche della donna si sono intrattenute per circa un'ora nell'abitazione di via Rampinelli. All'uscita hanno evitato di parlare cn i giornalisti se non per dir loro: «Maura e i suoi familiari sono sostenuti da una grande forza, da una grande speranza e da una grande fede». Poco prima delle 17 anche il parroco del paese, don Corinno Scotti, ha fatto visita ai genitori di Yara e all'uscita ha confermato che la famiglia della tredicenne è «commossa dalla solidarietà che la circonda e continua a chiedersi come sdebitarsi di fronte a tanta vicinanza».

CONCLUSO SENZA ESITO ANCHE IL 24° GIORNO Si è concluso senza esito anche il 24/o giorno di ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate Sopra (Bergamo). Oggi le squadre dei ricercatori, composte da forze dell'ordine, Guardia forestale, Protezione civile e alpini, sono tornate a concentrarsi lungo le rive del fiume Brembo, alla ex cava Zanardi - tra Almenno e Brembate Sopra - e ancora a Palazzago, sul Colle Pedrino e nei pressi della ex colonia elioterapica di Brembate Sopra, dove fino a qualche giorno fa era allestito il quartier generale delle ricerche. Della tredicenne, però, non si è ancora trovata alcuna traccia. Sul fronte delle indagini, gli inquirenti - che finora hanno già ascoltato circa 500 persone - stanno in questi giorni sentendo nuovamente i parenti e gli amici di Yara, nella speranza che qualcuno di loro possa fornire almeno un dettaglio utile all'inchiesta. Qualcuno di loro sarebbe già stato sentito più volte. Le ricerche di Yara riprenderanno domattina alle 8.30.
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Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, che ha fatto nuovamente visita alla famiglia di Yara Gambirasio


BERGAMO - Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, che ha fatto nuovamente visita alla famiglia di Yara Gambirasio, ha trovato i genitori della ragazza scomparsa "forti" e animati da una "grande speranza interiore che Yara torni a casa". Il vescovo ha spiegato che la ragione della sua visita è, in occasione del Natale, "condividere questo loro desiderio". "Stanno affrontando con grande dignità un pesante momento", ha spiegato monsignor Beschi.
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L'amministratore giudiziario dell'azienda di Ponte San Pietro ha smentito un collegamento con la sparizione della 13enne yara


Brembate Sopra, 15 dicembre 2010 - I carabinieri di Bergamo sono dovuti intervenire, stamani, presso l’azienda Lopav-Pima a Ponte San Pietro, un’azienda salita agli onori delle cronache, nell’ottobre scorso, dopo l’arresto dei due titolari per vicende di riciclaggio legato al traffico internazionale di droga e per ipotetici collegamenti con l’attivita’ lavorativa del padre di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa lo scorso 26 novembre nel vicino paese di Brembate Sopra.


Secondo quanto riferito dall’amministratore giudiziario dell’azienda (nominato il 12 ottobre dalla Dda di Napoli dopo l’intervento che ha portato all’arresto dei titolari) si e’ trattato di una questione che non ha niente a che fare ne’ con le pregresse indagini per associazione per delinquere, ne’ con le attuali indagini per la sparizione di Yara.


‘’Dopo l’arresto di Patrizio Locatelli, il titolare dell’attivita’, e del fratello Massimiliano - dice Cesare Mauro, conduttore giudiziale della Lopav - tutti i creditori hanno cominciato a farsi sotto ed esigere la chiusura di tutte le posizioni. Stamani un gruppo di operai, legato a un fornitore, ha deciso di occupare una nostra area di carico come rimostranza. Ho quindi dovuto fare intervenire i carabinieri. Qui ci sono piu’ di cento famiglie che vivono sul lavoro alla Lopav e che io devo tutelare’’.


Una secca smentita sull’eventuale collegamento tra questo intervento e le indagini su Yara e’ arrivato anche dai carabinieri che hanno confermato l’intervento per motivi di contese del lavoro.

Intanto è stato spostato in avanti, da oggi, il raggio d’azione delle ricerche di Yara Gambirasio. Lo spostamento coincide con una riorganizzazione nel coordinamento delle ricerche che vede da stamani una nuova centrale operativa nel comune di Madone.


Il nuovo centro di coordinamento si trova in una moderna struttura che fa capo al Comando operativo Isola Bergamasca, con sede nel comune a una decina di chilometri da Brembate Sopra. Il complesso, che riunisce la polizia locale e i vigili del fuoco, e’ dotato di una modernissima centrale operativa e da li’ verranno d’ora in poi coordinate le ricerche della protezione civile.


I briefing di Polizia e Carabinieri (che comunque rimarranno in collegamento organizzativo con la centrale della polizia locale) si terranno invece rispettivamente nel comune di Barzana, dove gli agenti hanno allestito una specie di nuovo campo base, e presso la stazione dell’Arma di Ponte san Pietro.

Gli inquirenti hanno scoperto che la telecamera piu’ vicina al palazzetto dello sport di Brembate Sopra, dove lo scorso 26 novembre si sono perse le tracce di Yara Gambirasio, era guasta perche’ danneggiata da un fulmine. Non e’ stata quindi in alcun modo utile alle indagini.


Le altre due telecamere comunali si trovano davanti alla chiesa di Brembate, mentre quella guasta riprendeva le immagini di una rotatoria sullo stradone che passa proprio davanti al palazzetto e che in una direzione porta verso il centro del paese e nell’altra verso la statale. Un punto di grande passaggio, quindi, dove potrebbero anche essere passati eventuali rapitori o l’auto utilizzata da uno o piu’ conoscenti di Yara per allontanarsi con lei dalla zona dove e’ scomparsa.


Le immagini delle due telecamere che inquadrano la zona della chiesa di Brembate sono gia’ state acquisite e vagliate dai carabinieri. La telecamera che inquadrava la rotatoria, invece, si era guastata nel luglio scorso dopo un fulmine caduto in zona. Dati i costi elevati, l’assicurazione aveva avviato procedure abbastanza complesse per la valutazione del danno e per l’acquisizione di eventuali nuovi materiali di sostituzione, e di conseguenza i tempi per la sua riparazione o sostituzione si sono allungati fino a oggi. Nell’area del palazzetto ci sono anche alcune telecamere private le cui immagini sono gia’ state acquisite dagli investigatori.
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L'OTTAVO GIORNO Più passano i giorni e più è massiccio lo spiegamento di forze in campo alla ricerca di Yara Gambirasio.


L'OTTAVO GIORNO Più passano i giorni e più è massiccio lo spiegamento di forze in campo alla ricerca di Yara Gambirasio. All'ottavo giorno di lavoro nelle campagne ormai di tutta la provincia di Bergamo, gli investigatori possono contare su un numero sempre maggiore di volontari - oggi si sono uniti alle ricerche anche tanti di coloro che lavorano durante la settimana - e sulla disponibilità di nuovi uomini e mezzi della Protezione civile regionale. Oggi a Brembate Sopra c'è il sole, ma la temperatura è ancora prossima allo zero. Sul fronte delle indagini, si continuano a verificare le segnalazioni, molte delle quali anonime, che arrivano quotidianamente alle forze dell'ordine. Finora però non c'è alcun indizio utile. Ieri i carabinieri hanno ascoltato di nuovo decine di persone, nell'ambito dello sport, che conoscono Yara, e sono tornati - a una settimana esatta dalla scomparsa - nel centro sportivo per capire se qualcuno che era presente anche il 26 novembre alle 18.30 abbia visto qualcosa. Stasera per la veglia di preghiera, sono state messe a disposizione ben quattro chiese in paese e nei comuni limitrofi, poichè si attende un'affluenza massiccia.

PISTA DELLA PEDOFILIA "Scartate le ipotesi di un allontanamento volontario o di un rapimento a scopo estorsivo, la pista che porta a un pedofilo è purtroppo quella più valida e preoccupante". E' la tesi espressa a "Quarto Potere" dal criminologo Massimo Picozzi sul caso di Yara Gambirasio. La trasmissione di Rete 4 si è occupata a lungo della tredicenne (guarda i video allegatI) insistendo anche sulla pista del furgone bianco visto sfrecciare davanti alla palestra la sera della scomparsa della ragazza.

SETTE GIORNI DI RICERCHE Una settimana di ricerche senza esito e una dopo l'altra sembrano cadere tutte le piste seguite dagli inquirenti sul caso di Yara Gambirasio. A partire dal giubbotto lanciato oggi da un'auto in corsa, che poi è risultato essere l'indumento di un uomo. Risale a tre anni fa, poi, la scritta su una panchina a Bruntino. Il boliviano che aveva segnalato di aver visto nella circostanza una ragazza uguale ad Yara non è risultato attendibile. L'uomo non ha indicato, infatti, l'apparecchio ai denti che la tredicenne portava quotidianamente.

IL PUNTO Ora gli inquirenti provano a tirare le fila e l'unica pista attendibile sembra essere quel furgone bianco visto sfrecciare lo scorso venerdì nei pressi del centro sportivo poco dopo la sparizione. Da Padova e Milano venerdì sono arrivati da Padova e da Milano anche due squadre speciali della Polizia, specializzate in casi di questo genere. Gli uomini si coordineranno con le squadre delle forze dell'ordine già al lavoro in questi giorni.

USATO UN METAL DETECTOR Per cercare Yara è stato usato anche il 'recco', una specie di metaldetector che capta la presenza di silicio, nella speranza di trovare il cellulare della ragazza. I cani ormai sono stremati e non si sa quanto potranno ancora resistere o essere utili. I genitori della ragazzina entrano ed escono da via Rampinelli discreti e silenziosi. Mamma Maura ogni volta si ferma per consegnare un thermos caldo ai due vigili che stazionano davanti la strada di accesso alla villa. Di mattina pieno di caffè e nel pomeriggio di tè. Entra ed esce per accompagnare a scuola e all'asilo la primogenita Kebà, e i fratelli minori di Yara, Gioele e Natan. La famiglia non vuole e non riceve visite. Respinge con gentilezza qualunque manifestazione di affetto e solidarietà. Non saranno neppure domani sera alla veglia organizzata per Yara nella chiesa di Santa Maria Assunta. Al parroco, don Corinno, hanno consegnato una semplice lettera da leggere per ringraziare e chiedere preghiere e silenzio.

LA MADRE DI SAAH SCAZZI: PREGO PER YARA Alla famiglia di Yara Gambirasio va «tutta la straordinaria vicinanza» di Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, perchè «nessuno meglio di lei può capire l'enorme dolore che in questi giorni stanno vivendo». È quanto riferiscono gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia Scazzi. Concetta «prega costantemente perchè la piccola possa essere ritrovata», fanno sapere i due avvocati, spiegando che «non esiste un parallelismo tra Avetrana e Brembate anche perchè Concetta si augura che l'epilogo della vicenda sia diverso e che la ragazzina possa subito tornare a casa». I legali della famiglia Scazzi sottolineano che ognuno esprime in modo personale il proprio dolore, senza che per questo debba essere criticato. «Concetta è contenta degli sforzi che si stanno compiendo per trovare Yara - concludono i legali - anche se le ricerche fatte nel caso di Sarah sono state più lente e meno imponenti».
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Yara e il cellulare. Un mistero che per alcuni versi ricorda le vicende legate alla scomparsa e all'omicidio di Sarah Scazzi,


Gli investigatori sono infatti sulle tracce del telefonino della ragazzina: è stato appurato dove e quando il cellulare si è spento e le ricerche sono state concentrate proprio in quella zona.

Diversamente dal caso Scazzi, però, questa volta le indagini sono condotte con il massimo riserbo. I giornalisti sono tenuti alla larga sia dai familiari della ragazzina (i genitori non sono mai apparsi in tv, solo ripresi da lontano) che dai luoghi dove si pensa possa essere stata tenuta Yara. Nello specifico, è stato posto sotto sequestro il magazzino del cantiere dell’ex Sobea di Mapello, dove i Ris ritengono possa essere stata tenuta l'adolescente subito dopo la sua scomparsa.

Circa cinquecento volontari delle protezioni civili dei paesi circostanti stanno passando al setaccio il paese in cui Yara vive, Brembate di Sopra, nel bergamasco, e le zone limitrofe. Le ricerche sono state intensificate lungo il fiume Brembo, lungo i binari della ferrovia che passa per Brembate e nei tombini del paese. Gli investigatori hanno allargato il campo di azione ai paesi Almenno San Bartolomeo, Palazzago e Colle Pedrino.

Un particolare inquietante è emerso durante le ricerche a Almenno San Bartolomeo. Alcuni genitori hanno riportato alle forze dell'ordine che un uomo aveva tentato di far salire sulla sua auto una bambina di nove anni proprio nei giorni in cui Yara è scomparsa. La bambina è stata avvicinata all'uscita da scuola. Per questo motivo tutti i bambini sono ora accompagnati dai genitori nelle scuole, nelle palestre e ai vari oratori.

FACCHINETTI: "SIA RITROVATA PRESTO" «Un pensiero a Yara, perchè venga ritrovata al più presto». Roby Facchinetti, componente storico dei Pooh e bergamasco come la ragazzina scomparsa a Brembate di Sopra, ha lanciato un appello dai microfoni di Antennatre Nordest assieme a Red Canzian e Dody Battaglia. La vicenda di Yara ha colpito profondamente i Pooh, che in questi giorni sono in tournee anche nalla Marca trevigiana: «Siamo tutti sconcertati - ha detto Facchinetti - Questa è una ulteriore prova che il mondo sta cambiando in peggio. Ci auguriamo che Yara torni a casa al più presto e che tutto si risolva nel migliore dei modi. Noi siamo tutti genitori e sappiamo cosa significa stare in ansia per i figli. Oltre che a Yara, il nostro pensiero va anche ai suoi genitori che stanno vivendo ore drammatiche: un abbraccio».

SI ALLARGANO LE RICERCHE Il quartier generale delle operazioni di ricerca di Yara si è spostato in aperta campagna, lungo le sponde del fiume Brembo. Una decisione presa per consentire al palazzetto dello sport, nel cui parcheggio fino a ieri facevano base investigatori e volontari, di tornare alla normale attività. Ma anche per offrire ai volontari che continuano ad arrivare da tutta Italia (ultima un'unità cinofila da Livorno) strutture e spazi più adeguati. A sei giorni dalla sua scomparsa, Yara Gambirasio, la ragazzina dalla vita perfetta e senza ombre, sembra svanita in un incubo. Ha lasciato qualche traccia nell'area, fiutata dai super segugi che hanno più volte portato gli investigatori nel cantiere di un grande centro commerciale in costruzione, al confine con Mapello. «Se i cani ci hanno portato lì - ripete Renato Ronzoni, responsabile del soccorso alpino e speleologico bergamasco - significa che la ragazza o qualcosa che le è stato vicino sono passati per quell'area». Ma il cantiere è stato battuto in ogni centimetro. Un locale dei parcheggi sotterranei è stato anche sigillato per controlli più accurati. Ma non è uscito nulla. Le ricerche si vanno allontanando sempre più da casa e dalla palestra, dove Yara è stata vista l'ultima volta. Si sono allargate nei comuni vicini e ora vengono battute le campagne fino a Dalmine, a una ventina di chilometri di distanza. Si è passati anche da Almenno San Bartolomeo e da Almenno San Salvatore. Sono state perlustrate le cave ai confini con la valle Imagna. Vallata dopo vallata, in mezzo alla neve ghiacciata, con un freddo implacabile, i volontari della protezione civile, del soccorso alpino, cercano Yara. Gli inquirenti, coordinati dal pm Letizia Ruggeri, ricominciano ogni volta da capo per trovare un appiglio forse trascurato. Oggi hanno di nuovo sentito vicini di casa e conoscenti. È stato convocato anche Enrico Tironi, il giovane denunciato per procurato allarme dopo aver fornito una testimonianza ritenuta inventata. Ombre nella vita di Yara non ne sono state trovate. Le sue, fino a venerdì scorso, sono state le giornate della tredicenne perfetta. Nel suo ultimo tema, il cui testo viene pubblicato domani dal settimanale Panorama, Yara racconta della gita di classe al festival Bergamoscienze. Ha preso 8 raccontando di essere rimasta molto colpita da Enigma, la sofisticata macchina usata dai tedeschi nella II guerra mondiale per cifrare i messaggi militari. Oltre allo studio, la sua vera passione è la ginnastica ritmica. Non aveva motivi per scappare di casa, una fuga volontaria è stata esclusa subito dai genitori. Così come sembra poco sostenibile che avesse appuntamento con qualcuno. Resta l'ipotesi più temuta, un rapimento forse a scopo di violenza sessuale. Forse qualcuno la teneva d'occhio da tempo e conosceva i suoi orari. Sapeva che andava e tornava dalla palestra da sola. Camminando, come venerdì scorso, nel buio senza timore per le strade di Brembate, un paese dove si conoscono tutti ma nessuno dice nulla.

IL SENSITIVO: "UCCISA DA PERSONA PERICOLOSA" Uccisa da chi ne era ossessionato. Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa venerdì scorso da Brembate Sopra, è stata ammazzata da una persona pericolosissima con qualche disturbo mentale che si era innamorato di lei. Non una persona di famiglia, ma un uomo di una certa età, che la giovane promessa della ginnastica conosceva e che, in passato, ha avuto un attrito con la madre di Yara. Non ha dubbi Mario Alocchi, il sensitivo che aveva scoperto la tragica fine di Sarah Scazzi e che in passato si è occupato di altri casi di persone scomparse. Un 'verdetto' che l'esperto annuncia all'ADNKRONOS dopo aver usato la tecnica della radioestesia. Il 40enne consulente esoterico di Civitavecchia, da giorni studia la scomparsa di Yara, giovane studentessa. E mette in guardia gli inquirenti: «La chiave del mistero sta nella palestra. Chi ha ammazzato Yara era in palestra, bisogna ripartire da lì».
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