TREVISO - Manca da casa da una settimana. Il suo telefono è spento e di lei
sembra essersi persa ogni traccia. Sono ore d'angoscia a
Paese
per
Marianna Cendron, la barista 18enne che dal 27 febbraio non
dà più notizie di sé. È stato il suo datore di lavoro a dare per primo l'allarme
quando la giovane non si è più presentata nel locale dove prestava servizio.
La ragazza, che viveva da sola da qualche tempo, in passato aveva più
volte manifestato la voglia di andarsene dalla Marca Trevigiana. Sognava la
Francia e un po’ di autonomia. Tutto lascerebbe pensare ad un
allontanamento volontario, ma le modalità dell'eventuale partenza hanno destato
più di qualche preoccupazione nei familiari e negli amici che sono arrivati a
chiedere aiuto anche ai carabinieri e alla
trasmissione "Chi l'ha visto?", che ha lanciato l'appello
nella puntata di ieri sera.
La 18enne non ha salutato
nessuno, né ha rivelato eventuali piani di fuga. Secondo i genitori
starebbe vivendo un momento di difficoltà personale. Dopo aver lasciato
l'istit
uto alberghiero di
Castelfranco aveva
trovato impiego come barista. «Parlava sempre della Francia - ha spiegato il
titolare dell'attività commerciale alle forze dell'ordine - ma sul lavoro era
sempre metodica e puntuale». Per questo motivo il suo ritardo nel presentarsi al
bar è stato sufficiente a destare sospetti e a costringere l'uomo a dare
l'allarme.
Marianna vive da sola ormai da qualche mese.
Per lei andare via di casa è stato un traguardo importante che le ha permesso di
raggiungere la tanto desiderata
autonomia dalla famiglia.
Mercoledì scorso, alle 18.30, finito il turno di lavoro la ragazza ha salutato
il titolare e con in mano lo stipendio è salita in sella alla sua bicicletta
bianca. Da quel momento di lei non c'è stata più alcuna traccia. Né a casa, né a
Paese, e neppure le sue amiche più intime sono riuscite a fornire dettagli utili
per rintracciarla o per sapere quale direzione abbia preso la
ragazza.
I carabinieri della compagnia di Montebelluna,
come prevede la prassi in casi analoghi, hanno provveduto a raccogliere la
denuncia dei familiari e ad inserire il suo nominativo e la sua fotografia tra
quelli delle persone scomparse. Un database internazionale che in altri casi
analoghi si è rivelato determinante per permettere in breve tempo di
rintracciare la persona scomparsa.